• Riflessioni

    Il problema energetico e la gestione dei rischi

    Il famigerato referendum sul nucleare in Italia si tenne nel Novembre 1987, un anno e mezzo dopo il disastro di Chernobyl. All’epoca avevo 17 anni, e quindi non potei andare a votare; ma non escludo che, sull’onda emotiva che stringeva il paese in una morsa, anche io avrei votato per il sì (e quindi per il taglio di molte sovvenzioni/agevolazioni…

  • Lavoro,  Riflessioni

    Il dipendente e l’uovo di Colombo

    Quando si guarda un’opera di arte moderna, viene spontaneo dire: “E capirai!, ero capace di farla anche io!”. Ma come in tanti osservano (es. Bonami), la situazione è un po’ simile all’Uovo di Colombo: una volta che è stato fatto, sono capaci tutti di farlo; ma la vera cosa difficile, è capire come farlo la prima volta. Lo stesso vale…

  • Lavoro,  Riflessioni

    MDR: rischi o opportunità?

    Io e la norma ISO 9001 ci siamo un po’ persi di vista, perché ho molto più spesso a che fare con la “cugina medicale” ISO 13485. La 9001 però contiene un concetto che apprezzo molto e che ritengo spesso sottovalutato: quello di “opportunità” in affiancamento al “rischio”. Non so perché, ma l’essere umano tende a vedere più i secondi…

  • Riflessioni

    Non è più tempo di John Keating

    Volevo proprio scriverlo, questo articolo… Anche se si è sempre bravi a criticare: “Provaci tu, se pensi di riuscire meglio di me!” – mi sentirei dire dagli inconsapevoli docenti, se mai leggessero questo post. Mica tutti possono essere così illuminati come il mitico professore impersonato da Robin Williams ne “L’attimo fuggente”! Sta di fatto che mi appresto a raccontare proprio…

  • Riflessioni

    Chiudi quella bocca

    Il 29 Agosto 1952, a New York, durante un recital di pianoforte contemporaneo, il musicista David Tudor sedette allo strumento per eseguire l’ultimo lavoro del compositore John Cage (1912-1992): 4’33”. Tudor prese posto sul panchetto di fronte al pianoforte, girò le pagine dello spartito, chiuse la ribaltina, e… …non fece assolutamente nulla. Per quattro minuti e trentatré secondi. Perché questa…

  • Riflessioni

    Van Halen e gli M&M’s: saper leggere tra le righe

    Non è un mistero: le rockstar hanno abitudini davvero fuori dal comune, bizzarre e spesso incomprensibili. Vi si potrebbe scrivere un libro (e non escludo che sia stato fatto). Ma se alcune di tali abitudini sono a dir poco discutibili (ad esempio, sfasciare le camere di albergo: vedi Keith Moon degli Who), quella di cui parliamo in questo articolo nasconde…

  • Riflessioni

    Progetti: obiettivi chiari, amicizia lunga

    Un progetto si porta sempre dietro vari elementi: risorse, verifiche, riesami, transfer, validazioni, e chi più ne ha più ne metta. Alla base di tutto, però, c’è l’obiettivo. E cioè, molto semplicemente: cosa intendo conseguire? Se non si condivide l’obiettivo, ritengo abbia poco senso salire a bordo. Semplice, no? Mah, forse non troppo… a giudicare dalla storia che mi appresto…

  • Lavoro,  Riflessioni

    La lezione del Challenger

    La cabina di pilotaggio restò integra, ma fuggire sarebbe stato impossibile: i sette membri dell’equipaggio non indossavano tute pressurizzate, e lo Shuttle non disponeva di seggiolini eiettabili. Si può solo sperare che abbiano rapidamente perso conoscenza, prima di schiantarsi in mare a oltre 300 km/h. Ma come mai avvenne tutto questo, la mattina del 28 Gennaio 1986? Apparentemente, la colpa fu…

  • Riflessioni

    Non facciamo come Jim Fixx

    Il mio scopo? Primo, introdurvi nel magico mondo del running. Secondo, cambiare le vostre vite. (Jim Fixx, introduzione di “The complete book of running”) Di tutti gli esempi su come la vita sia imprevedibile e le nostre armi spesso si ritorcano contro noi stessi, quello di James Fuller “Jim” Fixx mi sembra altamente illuminante. Visto che il lavoro è parte…

  • Riflessioni

    La ricetta per superare le difficoltà

    Cordillera delle Ande peruviane, 22 Marzo 1985. Durante la discesa dalla vetta del Siula Grande (6260m), l’alpinista britannico Joe Simpson si ritrova in una situazione assai poco raccomandabile: è solo, sul fondo di un crepaccio alto trenta metri, ed ha una gamba rotta. E’ successo che il suo compagno di cordata, Simon Yates, ha reciso la corda con la quale…